All'inizio del 2008, a crisi economica mondiale già avviata, in linea con le malsane proiezioni di quello che può essere un anno bisesto, insieme a due amici, tutti e tre uniti da grandissima passione per la pesca subacquea, il mare e l'avventura, do vita ad una squadra

di cassintegrati e disoccupati, ricchi di sogni, ma perennemente squattrinati: il Fan Caz Team, contrazione del più illuminante Fan Caz no work professional Team.
Da allora le “missioni” sono state veramente tante nonostante i pochi mezzi a disposizione, collezionando grandissimi successi, ma anche clamorose batoste.
Si sa, chi va per mare vive di grandi aspettative, ma deve anche sapersi confrontare serenamente con le disavventure e gli imprevisti “del mestiere”.
Dopo questo preambolo vado velocemente al dunque: ore 8 ci si ritrova al casello per due giorni di pesca in quel di Levanto, tutto pronto, tutto perfetto nell'ottica di due precisini come me e Rosario e di un casinista smemorato come Pietro...

Partiamo da Reggio Emilia con gommone al seguito, tutto bene fino a Pontremoli, dopo di ché puzzetta di bruciato e leggera fumosità dallo scarico, neanche il tempo di rallentare ed accostarsi che la macchina accelera autonomamente al massimo dei giri e spara fuori fumo bianco e denso dalla marmitta e dai bocchettoni dell'aria nell'abitacolo; io sono davanti come passeggero e non vedo il parabrezza! Rosario accosta, 4 frecce e prova a spegnere la macchina, impossibile, proviamo a staccare la batteria ma niente da fare, continua a rimanere accesa e accellerata al massimo per circa un minuto, facendo un fumo incredibile, finchè finalmente non si “affoga” e si spegne... ( Il meccanico ci dirà che è normale, fa così quando si rompe la turbina e continua a pescare olio dal serbatoio... ).

Ci guardiamo tutti e tre comprensibilmente scioccati dall'accaduto, ma rimaniamo calmi e riorganizziamo le idee.
Chiamiamo il soccorso Aci e nel frattempo sdrammatizziamo un po' prendendola sul ridere e facendo foto ricordo vicino alla macchina e sul carrattrezzi mentre ci portano all'officina...

Due strade: o noleggiamo un'auto e torniamo a casa con la coda tra le gambe e stiamo due giorni a rattristarci; o non ci pieghiamo alla sfiga e proviamo comunque a risollevarci e a raddrizzare le sorti della spedizione... La seconda grazie.

Chiamo mio padre e sondo il terreno, si può fare: faccio venire lui e mia madre giù con due macchine, compresa la mia col gancio, al suo arrivo trasferiamo tutta l'attrezzatura, agganciamo il gommone, ci genuflettiamo verso i miei genitori per averci salvato e ripartiamo verso l'agognata meta.
Abbiamo circa due ore e mezza di ritardo, ma la giornata non è compromessa, vestizione iper rapida, alaggio da record e subito in acqua. Il Libeccio è più forte del previsto e il nostro 4,20 non è proprio il mezzo adatto, ma alternative non ce ne sono.

E' estate e voglio pescare fondo! Aspetto ogni anno questo periodo e mi rifiuto di andare in due metri d'acqua nonostante la schiumetta mi suggerisca tutt'altro... Purtroppo la profondità è una delusione...prendo un paio di Saraghi e vedo una Ricciola sui 6-7 kg che però non viene all'aspetto, per il resto niente e taglio freddo attorno ai 13 metri. Non mollo, faccio altri due posti fondi ma niente, e dopo aver resistito all'Orata di 1,5 kg di Pietro, al terzo Cefalo più Spigola di Rosario devo capitolare e mi infilo lo schienalino... Due tuffi di numero nel sottocosta: al primo non sparo ai Cefali, al secondo prendo una bella Spigola di 2,6 kg e risolvo la giornata, alla fine non devo lamentarmi...

Andiamo a letto stravolti da una giornata davvero intensa...
Il mattino successivo ci risvegliamo spappolati, abbiamo difficoltà a rimetterci in movimento, ma il vento è un po' calato e bisogna sfruttare l'occasione.

Rosario è un mezzo cadavere e lo parcheggiamo in poc'acqua mentre io e Pietro proviamo ad andare su una zona da Dentici attorno ai 25 metri. Dopo un paio di tuffi Pietro capisce di accusare ancora la giornata precedente e non riesce a pescare in profondità, perciò mi fa assistenza dalla superficie e io scendo con la videocamera accesa.

Nei tuffi preparatori mi ero accorto che l'acqua non fosse il massimo, ma il taglio non era deciso come in altri posti e nutrivo qualche speranza.
Lascio a voi il commento delle immagini, non eccezionali per qualità ma comunque spettacolari, specie per la Liguria di levante... Devo sparare il pesce un pò lungo perchè non accenna ad avvicinarsi di più e rimanendo sull'asta si apre un pò e sono costretto ad un secondo colpo, poi facciamo un po' di casino alla fine perchè Pietro non capisce che mi doveva riprendere e l'inquadratura si perde per qualche secondo mentre doppio il pesce, ma sulla regia siamo un po' alle prime armi, siate clementi...

Alla prossima.

Simone

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