La strada è ben nota alla maggior parte dei subacquei ed è la lunga discesa che dal passo della Cisa porta verso la costa e le limpide acque del mar ligure. L’autostrada segue il corso del fiume Magra, che nasce sullo spartiacque appenninico e ci accompagna fino a La Spezia.

Un po’ della ricchezza del Mar Ligure è anche dovuta alla Magra (il nome del fiume è al femminile) che trasporta nutrienti per far crescere il fitoplacton ed innescare la catena alimentare marina. Ma mentre noi scendiamo, due specie, provenienti dal mare, compiono il tragitto in senso inverso, risalendo la Magra fino ad Aulla, poi Pontremoli e poi ancora più in alto verso il crinale appenninico. Il motivo è diverso per ognuna di queste due specie: una risale per alimentarsi e crescere, l’altra per riprodursi e morire. Le due specie sono la lampreda di mare (Petromizon marinus) e l’anguilla (Anguilla anguilla), ed difficile stabilire quale delle due specie sia più affascinante.

Le prime, infatti, si possono considerare dei veri e propri fossili viventi, le seconde rappresentano una delle specie di acqua dolce più misteriose per la loro lunga migrazione riproduttiva fino al Mar dei Sargassi. Eppure queste due specie per un breve periodo dell’anno, che coincide con la tarda primavera (quando anche i viaggi dei subacquei diventano più frequenti) vengono ad occupare i medesimi ambienti fluviali. Le lamprede di mare lasciano il mare e risalgono i corsi d’acqua, in cerca di zone di ghiaia e ciottoli dove poter deporre, le anguille invece per alimentarsi e tornare poi al mare per riprodursi. Le lamprede appartengono al gruppo degli agnati, che letteralmente significa “bocca priva di mandibole e mascelle” e si sono sviluppate, rimando quasi inalterate, circa 400 milioni di anni fa.

La bocca non è altro che una apertura circolare, con numerose file di denti, che utilizzano per attaccarsi alle loro prede per mangiarne i tessuti e per nutrirsi di animali morti e caduti sul fondo. Le lamprede sono anche classificate come ciclostomi, vale a dire animali a bocca circolare. Hanno forma serpentiforme, sono prive di scaglie e di pinne pettorali e ventrali, posseggono solamente una lunga pinna dorsale, divisa in due parti e la caudale.

A differenza dei pesci presentano, su ciascun lato della testa, 7 aperture branchiali.

Sul capo è presente una sola narice, a differenza di tutti gli altri vertebrati e un terzo occhio, detto organo pineale, che ha la funzione di regolare i cicli legati all’alternarsi delle stagioni.

Dopo aver vissuto 4 o 5 anni in mare risalgono in acque dolci (sono quindi migratori anadromi, come i salmoni) per riprodursi. Solitamente i primi a risalire sono le femmine, che iniziano a costruire una sorta di nido, costituito da una buca, con al centro un masso di maggiori dimensioni.

Il nido ha la forma di un piccolo catino, che la femmina e poi il maschio realizzano spostando ad uno ad uno i sassi con il loro disco orale. Solitamente questi nidi si trovano alla fine di profonde buche dove l’acqua riprende velocità, e qui la femmina depone circa 200.000 piccole uova, che schiuderanno in meno di due settimane.

Le larve che nascono, dette ammoceti, si fermano nel fiume per nutrirsi. Qui si infossano nelle zone di limo e fango filtrando le particelle alimentari trasportate dalla corrente. Solamente dopo un periodo, variabile da 3 a 5 anni, ed alla dimensione di circa 20 cm, compiono una metamorfosi, trasformandosi nell’individuo adulto, e migrano in mare.

Solo molto più tardi, dopo quasi 5 anni, faranno ritorno nel fiume dove sono nate.Quando ritornano, il loro intestino degenera e non si possono alimentare. Dopo la deposizione, infatti, tutte le lamprede muoiono.  Anche le anguille muoiono dopo la riproduzione, ma il loro ciclo vitale è opposto a quello delle lamprede. Nascono in mare, risalgono i fiumi per alimentari ed accrescersi e poi migrano nuovamente in mare per riprodursi e morire.

L’anguilla però appartiene al gruppo dei pesci ossei (o teleostei) e rappresenta una delle specie più evolute tra quelle attualmente viventi. Pur nella diversità dei loro cicli vitali entrambe sono, comunque, seriamente minacciate dalle continue alterazioni degli habitat fluviali e da un’eccessiva pesca da parte dell’uomo. Due opposti, due specie molto distanti tra loro, il nuovo ed il passato, che vivono insieme per un breve periodo della loro esistenza.  

Descrizione delle fotografie: 

foto 1 e 2 Anguilla e lampreda di mare, fotografate nel fiume Magra.

foto 3 Le lamprede non possiedono né mascelle né mandibole, ma solamente una apertura rotonda che funge da bocca. All’interno si trovano numerose file circolari di denti con cui si nutrono e si attaccano alle loro prede. 

foto 4  Le lamprede non posseggono branchie vere e proprie come l’anguilla, ma presentano su ciascun lato 7 camere branchiali a marsupio. Il tessuto che costituisce la branchie sporge all’interno di queste camere. Quando l’animale è attaccato ad una preda, il ricambio è assicurato dalla contrazione delle pareti delle stesse camere, che pompano l’acqua dentro e fuori.

foto 5  Il terzo occhio e la narice singola - A differenza di tutti gli altri vertebrati, le lamprede presentano una sola narice, che si apre all’esterno, verso l’alto, al centro del capo. Al di sotto della narice si trova una sorta di camera a forma di sacco con la mucosa olfattiva vera e propria. La lampreda presenta due occhi ben sviluppati, al pari dell’anguilla, ma anche un terzo occhio chiamato organo pineale, che si trova sul capo, in corrispondenza di un’area poco pigmentata e quasi bianca. Questo organo di origini antiche, ha diverse funzioni tra cui quella di regolare i cicli stagionali ed il momento della riproduzione.

foto 6 Insieme sullo stesso masso. Al centro del nido è solitamente presente un masso di maggiori dimensioni che serve come punto di attacco per maschi e femmine durante la riproduzione.

foto 7  Le lamprede realizzano un grande nido a forma di catino dove depongono le uova. E’ facile individuare la loro presenza perché il fondale è più pulito rispetto al resto del fiume.

foto 8 Durante il momento della deposizione, il maschio deve riuscire ad avvolgere il corpo della femmina e spremerne l’addome con forza. Solo in questo modo le uva sono spinte fuori possono essere fecondate. Il nido è solitamente costruito intorno ad un masso di maggiori dimensioni perché serve alla coppia per attaccarvisi saldamente con la bocca durante le diverse fasi della riproduzione.

foto 9 Il destino di tutte la lamprede. Durante la risalita l’intestino degenera e non possono più alimentarsi. Il fiume si riempie allora delle lamprede morte dopo la deposizione delle uova.

foto 10 le anguille a differenza delle lamprede trascorrono la maggior parte del ciclo vitale in acque dolci e ritornano al mare per riprodursi anche se nessuno è mai riuscito ad osservarle. Anche loro dopo la deposizione muoiono.

Testo e Foto di Armando Piccinini