In America viene chiamato fish-river watching, che si può tradurre come “osservazione dei pesci in fiume”, di fatto, l’equivalente del bird-watching, ma condotto in fiumi e laghi. Si tratta di un’attività subacquea, diversa da quella ben più nota e diffusa delle immersioni ed esplorazioni in mare.Questa disciplina permette di osservare i pesci di acqua dolce nel loro ambiente naturale e di imparare di più riguardo il loro comportamento e la loro biologia.Per questa prima esplorazione subacquea, l’obiettivo è stato un fiume del piano, con fondali di ciotoli, ghiaia, sabbia e limo, nel periodo primaverile, durante la risalita delle cheppie. E’ risaputo, infatti, che dove ci sono delle prede, ci sono anche i predatori, che non sono mancati all’appello. Un gruppo di 6/7 grossi siluri, di peso compreso tra i 25 e i 30 kg che si sono lasciati avvicinare e fotografare nel loro ambiente.Oltre a questi, siluri più piccoli, nascosti tra massi e grosse carpe, particolarmente incuriosite dalla presenza di un subacqueo.Purtroppo nessuna cheppia, dato che la portata ridotta, a causa delle scarse precipitazioni, aveva limitato molto la risalita verso le zone di deposizione.Vediamo quindi di spiegare ed interpretare i comportamenti osservati sott’acqua.

Il tratto di fiume : Si tratta di una lunga lama, quasi 200 metri, con profondità variabile da 30 cm, nella parte finale, fino a quasi 4 metri, al centro, nel tratto iniziale. Il fiume si presenta con un letto ampio, quasi 20 metri, corrente medio-lenta, e la presenza di grossi massi, resti di una sponda artificiale, adesso in parte erosa dal fiume. La riva di sinistra è fortemente erosa dall’azione del fiume con numerose piante cadute. La riva destra degrada invece dolcemente, ed è quella solitamente impiegata dai pescatori.

I primi siluri : A segnalare la presenza di qualche grosso pesce è stato l’improvviso aumento di materiale in sospensione, che rendeva la visibilità particolarmente ridotta. Su un fondale di circa 2 metri ed in corrispondenza di un albero caduto in acqua, parallelo alla sponda e non visibile dall’esterno, sono comparsi i primi siluri. Pinneggiando lentamente e senza movimenti bruschi, i siluri si sono lasciati avvicinare fino a quasi un metro di distanza.

Le stesse dimensioni : Il gruppo era composto da 6 o 7 esemplari tutti delle stesse dimensioni comprese tra 25 e 30 kg.Il posto era probabilmente un rifugio abituale dato che sotto l’albero, si era formato un piccolo avvallamento. I siluri hanno comportamento gregario, quando riposano (come in questo caso), quando trascorrono l’inverno e, probabilmente, anche quando cacciano. La regola è però sempre la stessa: all’interno di un gruppo, le dimensioni dei singoli esemplari sono simili. Questo è fondamentale per evitare fenomeni di predazione e di eccessiva competizione.

Tutti insieme : I siluri, non solo occupavano lo stesso rifugio, ma si trovavano a stretto contatto e sembrava vi fosse una qualche forma di “comunicazione” tra i vari esemplari, visto il modo in cui si muovevano. A volte uno del gruppo aveva uno scatto improvviso, seguito dagli altri. Quando succedeva questo si poteva ascoltare un rumore secco, come un singolo colpo di tamburo, forse prodotto dai muscoli addominali sulla vescica natatoia. Forse un segnale di pericolo. Il gruppo incontrato era probabilmente in un momento di riposo (erano circa le 3 del pomeriggio, con sole alto), in attesa di muoversi alla ricerca di possibili prede: barbi o cheppie, data la stagione.

L’importanza dei baffi : Osservati nel loro ambiente, si può osservare l’importanza del gusto e dell’olfatto nella ricerca delle prede.I due lunghi baffi superiori sono mantenuti diritti, rivolti in avanti, con le punte che possono toccare il fondo. Con la punta dei barbigli, il siluro può esplorare ogni singolo anfratto del fondale alla ricerca di possibili prede. I lunghi baffi, permettono inoltre di individuare prede ed odori a distanza ragguardevole, assicurando all’animale un tempo necessario per poi catturarle. A differenza di ciò che si può credere, il siluro nuota leggermente sollevato dal fondo, per permettere ai 4 barbigli inferiori di svolgere la loro funzione. Questi vengono fatti scivolare sul fondo, dove analizzano ogni singola particella alimentare.

La bocca supera : A volte uno dei siluri presenti, si staccava dal gruppo e si avvicinava, probabilmente per curiosità, verso il sottoscritto. E’ stato quindi facile osservare la bocca supera del siluro, vale a dire che si apre verso l’alto, tipica di un predatore che rimanendo sul fondo cattura le prede che si trovano più in alto , verso la superficie. Da notare anche le narici ben sviluppate.

Siluri in corrente : Risalendo la corrente, dopo aver lasciato il gruppo di siluri, altri sono stati incontrati, che pinneggiavano pigramente, in attesa di muoversi per la caccia.

Siluri come trote : Non è vero che sole le trote amano nascondersi dietro i massi per evitare la corrente più forte. Anche i siluri si comportano nello stesso modo, come si può osservare da questa femmina, ben al riparo dalla corrente, al di sotto di un grosso masso. Da notare anche nel suo caso la posizione dei barbigli, tutti ben rivolti in avanti, analizzando l’acqua che scorre verso valle.

 L’immersione è durata circa una ora, con una profondità massima di 3,5 m, nel canale centrale del fiume. E’ stata impiegata la muta stagna, anche se l’acqua sui 18 gradi, avrebbe consentito tranquillamente l’uso di una muta umida da 5 mm. Come bombola è stato utilizzato un 10 litri, data la ridotta profondità.                                                          
Oltre ai siluri è stato possibile fotografare diversi cobiti (Cobitis taenia), piccolo pesce bentonico, che vive su fondi di limo e sabbia dove si nasconde. Il cobite difficilmente supera i 10 cm di lunghezza.

Testo e foto subacquee di Armando Piccinini