Sembra proprio che sia così: pur non essendo una città di mare, ma avendo soltanto il torrente Crostolo, che a volte è pure secco, Reggio Emilia è una terra che ama il mare e la subacquea.

Questo è quanto emerge dalle due serate organizzate dall’Associazione Subacquea Sesto Continente che, presso la piscina Comunale di via Melato, ha raccolto oltre 100 persone per effettuare la prova gratuita con le bombole.

Nonostante la nostra città sia collocata geograficamente a più di 100 km di distanza dai due mari che circondano la penisola, il Tirreno e l’Adriatico, l’attrazione da parte dei Reggiani per il grande amico blu e per i suoi fondali sembra essere davvero molto forte. Effettivamente il nostro pianeta è ricoperto per oltre il 70% di acqua, perchè quindi privarsi della possibilità di esplorarne anche solo una piccola parte?

Ogni anno sempre più persone si avvicinano infatti a questo sport, persone di tutte le età, uomini, donne e anche ragazzini. Perchè quindi iscriversi a un corso d isub? A differenza di quel che si può pensare o della reputazione della quale godevano i primi subacquei negli anni sessanta, non è necessario possedere capacità particolari per effettuare immersioni sotto il livello del mare, ma certamente occorre, come in ogni altro sport, una sana e robusta costituzione e sentirsi a proprio agio in acqua.

Non serve però essere grandi nuotatori,basta saper “restare a galla” e avere un minimo di acquaticità: al resto ci pensa lo staff degli istruttori, come quelli della Sesto Continente.“E’ difficile riuscire a spiegare in aula cosa si prova ad andare sott’acqua - ci spiega Maurizio Bragazzi, responsabile del settore didattica della società cittadina -"Sarebbe un po’ come chiedere ad un bambino cosa si prova scartando un regalo a Natale, o ad uno scalatore l’arrivare in vetta alla montagna; sicuramente è un’emozione fortissima: ognuno di noi la vive a modo proprio, ma per ognuno diventa irrinunciabile ripeterla”.

Si dice che la subacquea sia uno sport pericoloso: è vero? “Assolutamente no. Come in tutte le cose, anche la subacquea deve essere fatta con la testa, altrimenti può diventare pericoloso, ma questo accade anche in qualunque altra disciplina, dallo sci, all’alpinismo, dal calcio al basket. Tuttavia, la subacquea è uno sport che deve essere praticato solo dopo un corso specifico con istruttori qualificati”.

Tantissime persone, a Reggio, malgrado il mare non sia proprio dietro l’angolo, si appassionano alla subacquea. Perché? “Perché hanno voglia di scoprire qualcosa di nuovo, di immergersi in quello che possiamo definire realmente il “sesto continente” del globo terrestre, un mondo nuovo, tanto misterioso quanto affascinante, un mondo dal quale non si può che rimanere stregati. E quindi, perchè dire di no a ciò che ci dice il cuore?”.