“L'EVDOKIA II era salpata dal porto bulgaro di Bargos, nel Mar Nero, e stava navigando in direzione del Porto di Venezia. Trasportava 3.000 tonnellate di lamiere di ferro in coils. Una eccessiva fiducia nella moderna tecnologia di navigazione, determinò, nel marzo del 1991, l'affondamento del mercantile, causato da una collisione nella nebbia, a circa 6 miglia da Chioggia.”

Dopo più di 20 anni un gruppo di 27 impavidi subacquei, in una nebbiosa domenica di Ottobre, decide di andare alla “ricerca” di questo relitto per ascoltarne l’eco di viaggi ormai lontani.

Dopo una levataccia alle ore 5:45, comandata dal Supremo per gestire al meglio la giornata intensa, ci ritroviamo al parcheggio del Tribunale dove un maestoso pullman turistico (56 posti = 2 a testa) ci attende, direzione Chioggia.
Arrivati al porto di Chioggia ci imbarchiamo sul Brigantino, simpatica ed attrezzatissima imbarcazione allestita a Diving. Il gestore del Diving, scuote la testa quando vede che sulla banchina arriva un maestoso Pullman turistico targato RE…. ci apprestiamo a salire a bordo e in pochi minuti siamo già in navigazione verso il primo punto di immersione: il relitto dell’EVDOKIA!!!

Durante la navigazione qualcuno sistema le attrezzature, qualcuno chiede info sulla visibilità che troveremo e qualcuno …“addenta” il gnocco.
Ci vestiamo, siamo pronti per entrare in Acqua, e dopo un breve briefing i vari gruppi, a turno, scendono in acqua.
Come d’abitudine scarichiamo velocemente i gav , dopo questa operazione di solito ci aspetta una discesa che, seppur veloce, dura parecchio tempo, oggi invece si prova una sensazione strana nel trovare subito sotto di noi il relitto, a 15 metri circa siamo su quello che resta del castello di poppa, ossia il primo ponte della nave, dal quale partono le scale che portano ai boccaporti delle stive.
La visibilità è buona, più di 10 m, la corrente assente, situazione ideale per fare una bella immersione.
Noi scendiamo lungo la murata di dritta ed arrivati dove il gigante di ferro tocca la sabbia del fondale cominciamo a costeggiarlo, vediamo lo squarcio a metà dello scafo, è enorme, successivamente veniamo a sapere che in realtà si sta allargando sempre di più per via degli assestamenti del fondale.
Passiamo vicino alla prua e li notiamo un simpatico paguro camminare con fare furtivo, una volta fatto il giro esterno al relitto siamo indecisi se entrare dallo squarcio delle stive o salire lungo la murata, optiamo per la prima alternativa perché sappiamo che le stive sono vuote e che oggi non ci interessa particolarmente la perlustrazione dell’interno.
Qualcuno che si infila attraverso gli oblò ed i boccaporti c’è, la curiosità di vedere la sala macchine è tanta ma per vederla bisogna penetrare il relitto e non è una penetrazione facile, serve l’attrezzatura adatta e poi queste cose “non si fanno”!!!!….
E’ ora di risalire. L’immersione è stata divertente e rilassante, quasi 50 minuti, non male!
Una volta tornati in superficie i ragazzi del Brigantino sono li ad aiutarci per issare le attrezzature a bordo ed effettuare il cambio bombole …eh si perché ci aspetta un altro tuffo!


Molti non sanno che i fondali dell’Adriatico settentrionale, generalmente piatti e poco interessanti per le immersioni, presentano invece numerose irregolarità di tipo roccioso conosciute come “Tegnue”, dove si concentra un’esuberante vita marina.
Ed è proprio questa la meta raggiunta dopo 15 minuti di navigazione.
Davanti a Chioggia ad una ventina di metri di profondità si possono scoprire le “Tegnue” agglomerati rocciosi dalle forme più varie che s’innalzano dal fondo sabbioso per alcuni metri. La loro particolarità risiede nell’esclusiva struttura che le genera, poiché sono rocce organogene, cioè costituite da vari organismi marini che si sono poi sovrapposti nel corso del tempo a substrati più duri e che adesso rappresentano ambienti estremamente ricchi di vita e per l’abbondante presenza di pesce.
Un percorso interamente sagolato facilita l’immersione; c’è chi sceglie quello a sud e chi invece quello a nord...
Entrambi riportano al punto di partenza...

Finito il tuffo ci aspetta il Comandante della barca con un maestoso pentolone di pasta al sugo, tassativamente di mare, alcune “bocce” di prosecco (qualcuno sostiene di aver visto anche la scritta Champagne...forse saranno le bolle di azoto in circolo), e diversi salami...frutta e dessert!!
Il rientro a RE sarà sicuramente più tranquillo...che dire? Giornata meravigliosa sicuramente da rifare.
Al prossimo tuffo!!!!!!!