Condizioni avverse e infausti presagi: così è incominciata l’immersione associativa del 24/07/2010, notturna, a Portofino.......

 

Condizioni avverse e infausti presagi: così è incominciata l’immersione associativa del 24/07/2010, notturna, a Portofino.......

Infatti i nostri dodici avventurosi amici avevano da poco lasciato la torrida e stagnante atmosfera padana e cavalcavano gli Appennini diretti al porto di Lavagna e a metà del pomeriggio lunga e diritta correva la strada… quando i telefonini con i loro multiformi jingles ci hanno riportato le voci di madri, spose, compagne, parenti vari che ci riferivano la straziante notizia dei due sub morti alla grotta di San Giorgio, nel parco di Portofino nostra meta. Notizia seria, tristissima, che ci ha fatto riflettere sulla caducità della vita, gli scherzi del caso: assurda la morte in pochi metri d’acqua.

Arrivati nel piacevole porto di Lavagna, ci investiva un forte vento che a detta degli indigeni si era levato da pochi minuti, o meglio proditoriamente aveva girato dal nord a nord-ovest quasi ovest, agitando il mare. Momenti di incertezza: uscire ed immergerci o cenare e tornare? Le foto documentano la nostra perplessità. Ha infine prevalso la decisione più coraggiosa.
L’attenta vestizione è stata funestata dalla misera rottura della cerniera della muta di una delle nostre bravissime, preparatissime, simpaticissime guide: nuovo sinistro avvertimento?
Incuranti anche di questo, quando siamo usciti dal tranquillo specchio del porto, ci hanno festeggiato onde gigantesche, altissime (un metro? Forse di più?), ma il nostro barcaiolo, forse proveniente da oceani più agitati, le ha affrontate con polso saldo, portandoci a ridosso del promotorio, all’unico approdo possibile, Olivetta, rifugio peccatorum, oasi di calma, proprio sotto le luccicanti ricche ville di noti epuloni. E là ci siamo immersi, il sole già da un pezzo tramontato ad ovest (come sempre), una bella luna piena tutta per noi.

Il mare d’inchiostro, sciabolato dalle nostre spade laser, pardon dalle nostre torcie, ci ha rivelato nei quaranta minuti canonici alcuni dei suoi abitanti: Portofino non delude mai: condotti, preceduti, seguiti, istruiti, sorvegliati, coccolati, ammaestrati dalle nostre bravissime, preparatissime, simpaticissime, espertissime, bellissime, intelligentissime guide, Fabio Magnani e Stefano Tirabassi (in ordine alfabetico) abbiamo sorpreso e scocciato polpi e polpesse in caccia, risvegliato tordi e castagnole addormentati, abbagliato triglie, fotografato molluschi, crostacei, alghe e spugne, celianti…. L’elenco sarebbe lungo e ancor più lungo sarebbe ricordare tutti gli abitanti del mare celati nel buio attorno a noi, dall’Alicia mirabilis alla foca monaca recentemente ritornata, che non abbiamo voluto vedere lasciandoli per altre future immersioni.
Emersi a rivedere le stelle, la luna piena era ancora tutta per noi, mentre il sole illuminava altri mari. Per nostra beffa, ora mare e vento si erano calmati ed il ritorno in porto è stato noiosissimo.
Ci attendeva però l’ultima fatica, lo spuntino di mezzanotte che il nostro Luca Pizzini aveva prelevato ad un noto centro commerciale reggiano: insalata di riso ai frutti di mare, pizza rossa e pizza bianca con porcini e l’indimenticabile erbazzone della signora Pizzini. Il pasto pantagruelico ha scatenato una tale frenesia alimentare che, purtroppo, nessuno ha voluto mollare il pezzo di pizza per impugnare la macchina fotografica… Così non vi resta che immaginarlo…

Davoli Paolo