Desiderosi di un week-end fuori dal comune,16 sub e la mascotte Annalisa di soli 13 mesi, partono da Reggio in direzione lago di Capo D’Acqua in provincia dell’Aquila............

Siamo partiti con la bramosia di evadere un po’ dalla solita routine e di fare immersioni nuove rispetto abitudinarie uscite al mare.
Nel tardo pomeriggio di venerdì 23 luglio ’10 accompagnati da vento caldo soffocante, finalmente raggiungiamo questo misterioso lago di cui tanto ci avevano raccontato gli amici.
Nel bel mezzo di una piana, coronata da monti, appare ai nostri occhi un piccolo lago sorgivo protetto dalla riserva naturale, arroccato sul colle si specchia nel lago il borgo medioevale di Capestrano.
Lo scenario era così diverso dal nostro solito ambiente tanto da immaginare di vedere sbucare lungo quelle stradine strette polverose e solitarie, bande di uomini a cavallo.
Forse a causa della birra fresca, della coca cola e rhum,della brezza fresca, della luna tonda che fungeva da lampione, nonostante la stanchezza del viaggio, la voglia di divertirci persiste fino a tarda notte.
Il mattino successivo raggiungiamo il cancello di accesso al lago, dove ad attenderci, troviamo la Sig.ra Maria con lo staff del diving Atlantide.
Prima dell’immersione un breve briefing con le guide del diving esperti conoscitori della zona.
La curiosità e la voglia di immergerci è tanta che iniziamo a prepararci senza indugi.
Non ci sono barche o gommoni, l’ingresso in acqua è direttamente dalla riva, scivolando con un piccolo pendio verdeggiante direttamente nell’acqua.
L’avventura acquatica ha inizio, difficile opporsi alla gelida morsa dell’acqua ( 8/9°C)….la consolazione arriva dalla muta: tassativamente stagna!
L’acqua cristallina come solo quella di una sorgente può essere, regala un fascino tutto speciale a questa immersione.
Il fondo è ricoperto di un sottile strato di alghe verdi, tanto da renderlo simile a un prato,mentre altre piante sottili e lunghe, di poco dissimili alle canne di bambù, danno vita a degli straordinari giardini sommersi.
In questo fondale di nemmeno 10 metri con una visibilità spettacolare si inizia a vedere il misterioso mulino in pietra, con i suoi archi e le piccole case intorno,compreso alcuni alberi che sembrano allungare” le loro braccia “ verso il cielo ed infine la statua di S.Paolo protettore dei subacquei chiude la 1° splendida immersione.
Coinvolti da questa magica atmosfera, nonostante l’acqua gelida e l’assetto messo a dura prova i nostri eroi ( non tutti) si cimentano in ben 3 immersione diurne ed una notturna.
Qualcuno decide di rinunciare all’ultima immersione della domenica mattina per chiudere questa piccola vacanza di svago per visitare i piccoli ma interessanti borghi che circondano il lago a partire da Capestrano per arrivare a 1510 metri ove si erge maestoso e ben conservato Castello di Rocca Calascio,una delle fortificazione più alte d’Italia (set naturale di molti film di successo tra i quali l’avvincente favola medioevale del lupo e del falco “ Lady Hawke”, “Il nome della rosa “) .
In questo luogo incantato non poteva mancare una sosta enogastronomica di tutto rispetto come degna chiusura di un week end davvero speciale!!
Ma purtroppo l’orologio ci riporta inesorabilmente alla realtà, è il momento di riprendere la strada del ritorno, “lasciare che tutto ciò continui a vivere solo in un ricordo è davvero difficile “!!!!
Una cosa però è sicura: l’immersione al lago di Capo D’Acqua è da non perdere, insieme alle torte ed alla gentile ospitalità della Sig.ra Marianna dell’agriturismo “Riflessi sul lago”.
Un caloroso GRAZIE ai magnifici 16, un bacio affettuoso ad Annalisa, ed un arrivederci a presto!!!!!
N:B. le foto sono visibili nella pagina facebook di Bragazzi Maurizio.
scritto da Aurora Lusoli